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Comunicati stampa - 2014

CACCIA, DEVETAG E CIANCI: UE TORNA A BACCHETTARE L’ITALIA. RADICALI ITALIANI OFFRONO AI PARLAMENTARI UNA PROPOSTA DI LEGGE PER EVITARE SANZIONI E TUTELARE FAUNA E PAESAGGIO


26/11/2014

Con un parere motivato inviato al Governo italiano, la Commissione europea torna a bacchettare l’Italia sull’uso dei richiami vivi, vietato dalla Direttiva uccelli, ma ancora praticato in ben cinque regioni - Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Marche - e nella Provincia Autonoma di Trento. L’Italia ha ora due mesi di tempo per mettersi in regola.
Radicali Italiani, con le associazioni Parte in Causa e Radicali Ecologisti, ha depositato presso la Camera dei deputati una proposta di legge che mira a modernizzare l’attuale normativa venatoria, prevedendo, tra l’altro, l’abolizione dei richiami vivi, così come previsto dalla Direttiva europea. I parlamentari italiani hanno quindi l’opportunità di sostenere una proposta di legge che non solo adegua la normativa italiana alla Direttiva europea, ma anche di porre le basi per una legislazione che porterebbe l’Italia da fanalino di coda a una posizione di avanguardia in tema di difesa della fauna e del paesaggio.

Maria Giovanna Devetag, segretaria Parte in Causa
Fabrizio Cianci, segretario Radicali Ecologisti

Per avere la petizione popolare con la proposta di legge contattare l’ufficio stampa di Radicali Italiani: radicalionline@gmail.com - 0640040735



NASCE "LIBERI CON UNA FIRMA" CONTRO I CIRCHI CHE SFRUTTANO ANIMALI

20/10/2014

L’associazione radicale antispecista “Parte in Causa”, assieme alle associazioni romane “Coordinamento Antispecista” e “Per Animalia Veritas”, ha lanciato "Liberi con una firma", una campagna che interessa il Comune di Roma Capitale, volta a disincentivare l’attendamento di circhi che impiegano animali all’interno di tutto il territorio comunale, nonché a dare applicazione alle direttive sul mantenimento in cattività delle specie selvatiche ed esotiche contenute nella normativa CITES.

Lo strumento che abbiamo scelto per la nostra campagna è la Delibera di Iniziativa Popolare, istituto previsto dagli art. 6 e 8 dello Statuto di Roma Capitale nell’ambito degli strumenti previsti per favorire la partecipazione popolare alla vita del Comune. Il Comitato per un Circo Senza Animali, formato dalle tre associazioni promotrici della delibera, ha depositato il testo il 20 ottobre scorso presso gli uffici competenti del Campidoglio. Lo stesso giorno è partita la raccolta firme, con l’obiettivo di raccoglierne 5000 nell’arco di tre mesi affinché la delibera possa essere votata dall’Assemblea Capitolina.

La raccolta firme terminerà il 20 gennaio. Chiunque voglia sostenere la campagna è invitato a visitare il sito www.libericonunafirma.org. Dal sito è possibile scaricare il testo completo della delibera, avere informazioni sull’ubicazione dei punti di raccolta firme (informazioni aggiornate settimanalmente) ed è anche possibile versare un contributo per aiutare il Comitato a sostenere le spese della campagna.

Maria Giovanna Devetag, segretaria di “Parte in Causa”


L’ORSA DANIZA È STATA UCCISA. PRESIDENTE ROSSI, SI DIMETTA

11/09/2014

E’ una notizia terribile quella che ci giunge oggi dal Trentino. L’orsa Daniza è stata uccisa da chi doveva catturarla. L’animale non ha retto alla forte dose di anestetico somministratole per poterla prelevare dal bosco in sicurezza. I due cuccioli sono tuttora liberi e privi della madre, quindi a rischio della vita. Riteniamo che questa vicenda sia stata gestita nel modo peggiore possibile da coloro che dovevano garantire la salute di Daniza e promuovere relazioni armoniose tra l’uomo e l’orso, in ottemperanza agli obiettivi del progetto di ripopolamento finanziato dall’Unione Europea. Chiediamo a gran voce che sia fatta chiarezza sulla dinamica degli eventi e che vengano individuati i responsabili. Chiediamo inoltre che gli artefici della gestione maldestra, incompetente e improvvisata di tutta la vicenda – in primis il presidente della Provincia autonoma di Trento Rossi, l’assessore Dallapiccola e il Ministro dell’Ambiente Galletti – rassegnino immediatamente le dimissioni per manifesta incapacità.

Maria Giovanna Devetag, segretaria di Parte in Causa

Gabriele Ceccarelli, tesoriere di Parte n Causa


CAMPAGNA “NULLA DA OBIETTARE?”: SPEDITE ALTRE QUARANTA DIFFIDE AD ATENEI DI TUTTA ITALIA

03/09/2014

La campagna “Nulla da obiettare?” promossa da Parte in Causa per garantire il rispetto della legge sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale negli atenei italiani non si ferma. Oggi sono state spedite quaranta diffide indirizzate ad altrettanti Direttori di Dipartimenti o Presidi di Scuola o di Facoltà di vari atenei italiani nei quali si pratica la sperimentazione animale. Le regioni considerate includono il Molise, la Toscana, il Veneto e la Sardegna. Le facoltà o dipartimenti interessati includono SS.MM.FF.NN., veterinaria, medicina, agraria. Nelle diffide viene richiesto ai destinatari di adeguare i siti internet delle strutture interessate alla normativa in vigore tramite la pubblicazione, entro 30 giorni dal ricevimento della raccomandata, di tutti i necessari riferimenti alla legge 413/1992 nonché di un facsimile dei moduli da scaricare e da compilare per dichiarare obiezione di coscienza. I siti finora monitorati dai nostri volontari sono circa novanta, e le diffide spedite ammontano a una settantina. In alcuni casi, constatato il mancato adeguamento a seguito della nostra comunicazione, si è provveduto a depositare un esposto-denuncia presso la competente Procura della Repubblica ravvisando il reato di omissione di atti d’ufficio. Le diffide hanno finora avuto un tasso di risposta positivo pari a circa il 30% in media, con punte del 50% in alcune regioni. Al termine della prima fase della campagna, Parte in Causa pubblicherà un resoconto completo dell’attività di monitoraggio con relativa elencazione degli istituti contattati e delle statistiche relative ai tassi di risposta.

Maria Giovanna Devetag, segretaria di Parte in Causa


RESPINTO PER POCHI VOTI L'EMENDAMENTO CHE ABOLIVA I RICHIAMI VIVI

11/06/2014

Stamattina la Camera dei Deputati si è espressa a favore del mantenimento della pratica barbara e crudele dei richiami vivi per i cacciatori. Respingendo un emendamento all’art. 15 della legge comunitaria, la Camera si è così piegata agli interessi di una lobby potentissima seppur numericamente esigua, che potrà continuare indisturbata a catturare questi piccoli volatili per poi detenerli in condizioni disumane.

A favore dell’abolizione dei richiami vivi hanno votato compatti tutti i deputati del Movimento 5 Stelle, tutta SEL, Scelta civica, buona parte di Forza Italia, gran parte del Gruppo misto. Contro l’emendamento si sono espressi la Lega Nord, Fratelli d’Italia e il PD, sostenuti in questo dal parere del Governo.

Giova ricordare che la pratica dei richiami vivi è vietata a livello europeo, ragione per la quale la Commissione europea ha già attivato nei confronti dell’Italia una procedura di infrazione, la numero 2006/2014 (maggiori informazioni a riguardo si trovano sul sito della Lega Italiana Protezione Uccelli). Con la procedura, la Commissione ha denunciato inoltre la non selettività dei metodi di cattura usati, l’assoluta mancanza di controlli, chiarendo che l’Italia è dunque venuta meno agli obblighi della direttiva Uccelli e chiedendo al Governo Italiano di sanare con urgenza la situazione.

Nulla di tutto ciò è avvenuto oggi alla Camera. In spregio alle direttive oltre che alle tremende sofferenze inflitte a questi volatili, il Governo e il PD intendono lasciare tutto così com’è, inchinandosi agli interessi di una lobby che rivendica con orgoglio la liceità dell’attività venatoria quale autentica espressione di cultura rurale e che arrogantemente chiede al Parlamento il mantenimento di pratiche barbare e arcaiche a proprio esclusivo beneficio.

In tutto questo ci conforta sapere che molti deputati di diversi schieramenti si sono espressi a favore dell’emendamento, e confidiamo nel fatto che la battaglia proseguirà ora al Senato, dove ci auguriamo prevalgano il diritto e la civiltà.


DIVIETO DI CACCIA. ESITO DEL SECONDO INCONTRO

22/03/2014

Sabato 22 marzo 2014, presso la sede del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito in Via di Torre Argentina 76 a Roma, si è tenuta la riunione operativa “Divieto di Caccia”, il secondo incontro programmato da “Parte in Causa” e “Radicali Ecologisti” nell’ambito del workshop “Idee e Proposte per un’Italia senza caccia”.

Alla riunione era presente anche il Tesoriere di Radicali Italiani Valerio Federico, il quale si è dimostrato favorevole a sostenere l’iniziativa promossa dalle due associazioni radicali, mirante a portare in tempi brevi all’abolizione della caccia su tutto il territorio nazionale.

Nel corso della riunione si sono decise le seguenti iniziative:

    Il rilancio della campagna abolizionista attraverso la prioritaria riattivazione di reti di cittadini e di associazioni sensibili al tema;
    La stesura di una proposta di legge da presentare inizialmente sotto forma di petizione parlamentare, secondo quanto previsto dall’art. 50 della Costituzione;
    L’organizzazione di campagne di pressione finalizzate a impedire la riforma delle aree protette preannunciata dal Governo che, nelle intenzioni, potrebbe consentire in alcune di tali aree l’esercizio dell’attività venatoria;

I contributi che sono stati presentati alla riunione verranno successivamente raccolti e divulgati in forma di e-book, finalizzato ad informare e a sensibilizzare la cittadinanza riguardo a tutte le problematiche legate alla pratica venatoria nella cornice dell’attuale legislazione: dai diritti degli animali alle questioni ambientali, di sicurezza, e di tutela del paesaggio.

Maria Giovanna Devetag, Segretaria di Parte in Causa
Fabrizio Cianci, Segretario di Radicali Ecologisti


PROSEGUE LA CAMPAGNA “NULLA DA OBIETTARE?” SPEDITE NUOVE LETTERE DI DIFFIDA A PRESIDI DI FACOLTÀ E DIRETTORI DI DIPARTIMENTO
 01/03/2014

La campagna “Nulla da obiettare?” per il rispetto e la piena applicazione della legge 413 sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale, lanciata da Parte in Causa nell’aprile 2013 e iniziata con il monitoraggio degli atenei e istituti di ricerca della Capitale, prosegue con il controllo dei siti internet delle facoltà e dipartimenti legittimati a praticare sperimentazione animale in tutti i principali atenei d’Italia. Sono stati finora ispezionati circa 90 siti internet di scuole, dipartimenti, facoltà e istituti di ricerca universitari in Lombardia, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Campania. A seguito del monitoraggio è stata inviata una nuova serie di diffide, che seguono a quelle già inviate agli istituti di Roma e Milano, con le quali si chiede agli organi competenti delle strutture coinvolte di adeguarsi alla legge e in particolare di rispettare l’obbligo di assicurare “massima pubblicità” alla stessa, dandone adeguata informazione sui siti internet e nelle bacheche. Il tasso di risposta per le prime diffide inviate è stato pari al 33% (il 57% per gli istituti milanesi e il 18% per quelli della capitale): un terzo circa delle strutture interpellate ha infatti risposto alla nostra diffida pubblicando sul proprio sito internet un riferimento completo alla legge 413 e i moduli da compilare per dichiarare obiezione di coscienza. Per quattro delle strutture romane inadempienti che non si sono adeguate entro il limite di 30 giorni dal ricevimento della diffida sono stati depositati altrettanti esposti-denuncia presso la competente Procura della Repubblica ravvisando il reato di omissione di atti d’ufficio.

Prevediamo che sarà necessario depositare ulteriori denunce per fare in modo che l’ostruzionismo del sistema universitario italiano nei confronti dell’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale abbia finalmente un termine. Nella maggior parte dei casi, infatti, la sola lettera di diffida non sortisce effetti positivi.

Chi volesse aiutarci può farlo iscrivendosi a “Parte in Causa” o versando un libero contributo, stampando e distribuendo il volantino che si può scaricare dal sito della campagna “Nulla da obiettare?”, segnalando situazioni di inosservanza della legge a info@parteincausa.org, oppure, se avvocato, fornendo assistenza legale a titolo volontario.

Maria Giovanna Devetag, segretaria di “Parte in Causa