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Animal Stu
dies. Rivista italiana di antispecismo

Rivista trimestrale peer–review che affronta da un punto di vista filosofico problemi di tipo etico, politico, scientifico e culturale legati al nostro complesso rapporto con la natura, con particolare attenzione alla questione del rapporto con gli animali non-umani. Oltre ad articoli di approfondimento e interviste ai protagonisti dei dibattiti nazionali e internazionali su tali tematiche, la rivista presenta al lettore un’aggiornata documentazione sull’argomento (libri, convegni, film ecc.) in un’apposita rubrica di recensioni, utile strumento di orientamento. La rivista si pone infine come luogo ideale di dibattito, offrendo ampio spazio ad interventi che discutono e problematizzano le tesi ed i contenuti pubblicati, in un’apposita sezione dedicata al confronto tra gli autori e tra autori e lettori.


 Mark Bekoff, La vita emozionale degli animali

In questo libro Bekoff, basandosi su anni di esperienza e su numerosi studi sugli schemi dì comunicazione sociale in un'ampia varietà di specie, dimostra l'esistenza di una ricca vita emozionale negli animali. L'autore miscela sapientemente storie straordinarie in cui racconta della gioia negli animali, di empatia, dolore, imbarazzo, rabbia e amore, con le ultime ricerche scientifiche che confermano l'esistenza di quelle emozioni che da tempo sono state intuite da chi vive esperienze con gli animali, semplicemente attraverso il buon senso. Bekoff esplora inoltre l'evoluzione delle emozioni, focalizzando l'attenzione sulle ultime scoperte scientifiche relative a quelle strutture del cervello che elaborano le emozioni e che sono condivise da uomo e animali e pone l'accento sul ruolo che queste hanno nello stabilire una continuità evolutiva tra le diverse specie.


 Luisella Battaglia, Un'etica per il mondo vivente 

Guardare alla bioetica nell’orizzonte della complessità significa proporre un collegamento tra le sue diverse dimensioni: quella medica, che riguarda la nascita dell’uomo, la sua salute, la sua morte dinanzi alle nuove possibilità offerte dalle biotecnologie; quella ambientale, che s’interessa alle questioni di valore connesse alle conseguenze pratiche del rapporto tra l’uomo e la natura; quella animale, che si occupa degli aspetti morali, sociali, giuridici delle relazioni dell’uomo con le altre specie. Da qui una serie di interrogativi, per molti aspetti inediti: quali sono i confini del nostro universo morale? quali le nuove frontiere della giustizia? come raccordare gli interessi dell’umanità attuale con quelli delle generazioni future, dell’ambiente e delle altre specie? La risposta è in un umanesimo capace di andare oltre le mura della città dell’uomo, nel riconoscimento dei nuovi soggetti che appartengono anch’essi alla comunità di vita della terra.


Jacques Derrida, Elizabeth Roudinesco, Quale domani?

"Tutto, oggigiorno, nell’ambito delle idee come dei fatti, a livello della società come dell’individuo, è immerso in un generale crepuscolo. Ma di che natura è questo crepuscolo, e che cosa vi farà seguito?" A partire da questo interrogativo
formulato da Victor Hugo, uno dei maggiori filosofi contemporanei, Jacques Derrida, in dialogo con Elisabeth Roudinesco, costruisce una rete di riflessioni articolata in nove temi - l’eredità culturale degli anni settanta, il problema della differenza, il nuovo ordine della famiglia, pensare la libertà, la questione animale,
l’idea di rivoluzione dopo la caduta del comunismo, nuove e vecchie forme di antisemitismo, la pena di morte, l’attualità della psicoanalisi - affrontati con l’audacia di un pensiero che, attraverso il confronto con l’attualità, rivela tutta la potenza eversiva dei propri fondamenti teorici.



Francesco Pullia, Al punto di arrivo comune
Nel solco di una prospettiva delineata, sia pur in contesti filosofici completamente differenti, da un lato da Aldo Capitini e dall'altro da Jacques Derrida, l'autore prospetta in questi saggi una realtà liberata che, senza distinzione di specie, instauri una discontinuità, una rottura rispetto all'antropocentrismo dominante, allo specismo secondo cui la specie umana sarebbe (auto)legittimata a disporre della vita degli altri esseri senzienti. Guardare al punto di arrivo comune significaoltrepassare lo scarto tra l'uomo e le altre specie animali, ridefinire lo stesso concetto di diritto, chiudere i conticon l'olocausto quotidiano con cui, in colpevole indifferenza, la stragrande maggioranza di noi accetta di convivere. C'è necessità di un cambiamento radicale che segni una presa di distanza dall'umanesimo predatorio e proclami a partire da subito, qui ed ora, l'avvento di una rivoluzione copernicana tanto attesa quanto ormai improcrastinabile.


 Annamaria Rivera, La Bella, la Bestia e l'Umano

Ad assimilare specismo, sessismo e razzismo – sostiene l’autrice sulla scia di una linea di pensiero che va dalla Scuola di Francoforte a studiosi/e quale Colette Guillaumin – è l’attribuzione agli «altri», alle donne, ai non umani, di una natura diversa, inferiore o mostruosamente superiore, da controllare e soggiogare. Dei tre sistemi di dominio, Rivera analizza analogie e intrecci, peculiarità e divergenze. Ed esemplifica l’analisi dei processi di alterizzazione e reificazione attraverso alcuni temi: la dialettica fra razzismo istituzionale e xenofobia popolare; il trattamento dei corpi altrui, fino agli stupri «etnici»; le controversie sul «velo islamico» e sulle modificazioni dei genitali femminili; la vicenda italiana delle donne-tangenti.



 Marco Verdone, Ogni specie di libertà

"Gli animali non sono cose, né macchine": è l'articolo 1 della Carta dei diritti degli animali, inedita costituzione dei non umani, nata tra il verde e il mare di Gorgona. Dall'ultima isola-carcere d'Italia il veterinario Marco Verdone, insieme ad altre autorevoli voci,- pone le basi per un nuovo patto tra uomini e animali. Non solo. Ci racconta il miracolo dell'incontro tra detenuti e animali, anime "recluse" ma su quest'isola più libere. E ci fa sognare un mondo futuro senza gabbie o prigioni, dove l'uomo scelga di non uccidere più i suoi "compagni di viaggio". Scritti di Paolo De Benedetti, teologo, Barbara de Mori, docente di bioetica veterinaria, Luigi Lombardi Vallauri, filosofo, Valerio Pocar, sociologo del diritto e dell'associazione Oltre la Specie. Prefazione di Carlo Mazzerbo, ex direttore di Gorgona. Con un contributo di Claudio Guidotti, oggi uomo libero.