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NULLA DA OBIETTARE?



La legge 413/1993 permette a tutti i medici, i ricercatori e il personale sanitario dei ruoli dei professionisti laureati, tecnici ed infermieristici, nonché gli studenti universitari interessati, di dichiarare obiezione di coscienza alla sperimentazione animale, senza per questo venirne penalizzati o discriminati nell’ambito del proprio ruolo professionale o nello svolgimento del proprio corso di studi.
La legge si applica a tutte le strutture pubbliche e private legittimate a praticare la sperimentazione animale.

La proposta di legge fu presentata dal Sen. Procacci (Verdi) e fu approvata in Commissione quasi all’unanimità nel giro di meno di un anno, con il solo voto contrario del Sen. Grassani (PRC); già all’epoca, tra le poche voci critiche nei confronti della legge si segnalò quella del Prof. Silvio Garattini dell’Istituto Mario Negri di Milano, citata dall’On. Apuzzo nella sua relazione alla XII Commissione della
Camera dei Deputati.

Le università italiane - tra le già citate molte istituzioni interessate -, nonostante l’obbligo di effettiva entrata in vigore della legge all’inizio dell’anno accademico successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ne hanno quasi sistematicamente ignorato l’osservanza: una recente indagine svolta dalla Fondazione Hans Ruesch su tutte le facoltà universitarie ove si pratica sperimentazione animale (Medicina, Veterinaria, Agraria, Scienze) ha rilevato come, nel 2009, circa il 90% di queste facoltà risultasse inadempiente, in particolare nei confronti dell’obbligo di “massima pubblicità” (art. 4 comma 3) della possibilità per gli studenti di dichiarare obiezione di coscienza alla sperimentazione animale. A seguito di segnalazioni ed esposti provenienti dalla Fondazione, tale percentuale è scesa al 68%. Ad oggi, dunque, più di due terzi delle facoltà universitarie interessate vivono in una condizione di illegalità.

E’ opportuno segnalare che la legge obbliga non solo a rendere facoltativi i corsi ove si pratica sperimentazione animale, ma anche ad istituire, fin dall’inizio dell’anno accademico, “modalità di insegnamento che non prevedano attività o interventi di sperimentazione animale per il superamento dell'esame” (art. 4 comma 3). Non è sufficiente, quindi, che lo studente obiettore venga esonerato
dall’obbligo di seguire un corso ove si pratichi sperimentazione animale, in quanto il semplice esonero sarebbe confliggente con il divieto di discriminazione previsto esplicitamente dal testo legislativo.

Parte in Causa intende agire presso le autorità competenti per far sì che le facoltà universitarie interessate finalmente assicurino agli studenti, come dovrebbero, la possibilità di seguire un intero corso di studi (incluso il lavoro di tesi) senza la necessità di praticare sperimentazione animale.

A questo scopo ha inviato 11 lettere di diffida a Presidi di facoltà e Direttori di istituti di ricerca romani legittimati a praticare sperimentazione animale. Hanno risposto il Preside della Facoltà di Scienze MM FF NN, prof. Piero Negrini, e l'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione presso il CNR.

Tutti i casi di inadempienza -  allo scadere dei 30 giorni entro cui la diffida invitava Presidi e Direttori di istituti a mettersi in regola con i dettati della legge - sono stati segnalati con un esposto alla Procura di Roma per omissione di atti di ufficio.
COMUNICATO
del segretario di Parte in Causa, Maria Giovanna Devetag - 27/07/2013
COMUNICATO del segretario di Parte in Causa, Maria Giovanna Devetag - 01/03/2014

AGGIORNAMENTO - 26 GENNAIO 2015
Esce il Primo rapporto sulla campagna “Nulla da obiettare?” per il rispetto della legge sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale. Sono stati monitorati all’incirca 90 siti internet di altrettante facoltà, scuole, dipartimenti e sono state inviate 81 lettere di diffida ai Direttori/Presidi.
Il successivo monitoraggio dei siti allo scadere dei 30 giorni ha permesso di riscontrare un tasso di risposta positivo (adeguamento alla normativa) medio del 48%. A seguito dell’inadempienza di alcuni istituti romani, sono stati depositati quattro esposti presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Roma in cui si ravvisa il reato di omissione di atti d’ufficio a carico dei responsabili delle strutture coinvolte.
 CONTRIBUISCI A "NULLA DA OBIETTARE?"
  • segnalando situazioni di inosservanza della legge a info@parteincausa.org: tutte le segnalazioni pervenute rimarranno rigorosamente anonime;
  • se sei un avvocato, occupandoti di seguire, a titolo volontario, l’iter giudiziario successivo alla segnalazione delle suddette situazioni. PER COMUNICAZIONI: INFO@PARTEINCAUSA.ORG;
  • SCARICANDO la locandina da appendere nelle bacheche di facoltà.